Pagine meravigliose – John Dos Passos, Manhattan Transfer

Camminare

p.32, ed. italiana Baldini e Castoldi

Bud camminava lungo Broadway a passi lunghi e lenti, zoppicando un poco a causa delle vesciche ai piedi. Costeggiò terreni deserti dove lattine luccicavano tra ciuffi di erbacce e rovi, in mezzo a file di tabelloni pubblicitari e manifesti di Bull Durham, superò baracche abbandonate e rifugi di barboni, crateri riempiti con mucchi di rottami, irti di vecchie ruote, dove carrette scaricavano ceneri e detriti, superò sporgenze di roccia grigia rosicchiate senza posa dalle perforatrici, e buche dove furgoncini carichi di pietra e argilla si issavano fin sulla strada, finché non raggiunse una fila di case in mattoni gialli orlate da marciapiedi nuovi e guardò curioso nelle vetrine di drogherie, lavanderie cinesi, ristoranti, botteghe di fiorai e fruttivendoli, sarti, rosticcerie. Sotto un’impalcatura di fronte a un edificio appena costruito incontrò lo sguardo di un vecchio che, seduto sul gradino del marciapiede, riparava lampade a olio. Bud si tirò su i pantaloni, si schiarì la gola e disse: «Senta, mi scusi, non è che mi sa dire dov’è un buon posto per trovare lavoro?»

«Non ci sono posti buoni per trovare lavoro… C’è lavoro, ecco, questo sì… Fra un mese e quattro giorni avrò sessantacinque anni, sgobbo da quando ne avevo cinque, se non sbaglio, e un lavoro come si deve non l’ho ancora trovato.»

«Io farei qualunque mestiere.»

«Ce l’ha una tessera del sindacato?»

«Non ho nulla.»

«Non riuscirà a trovare lavoro nell’edilizia senza una tessera del sindacato», disse il vecchio. Con il dorso della mano si strofinò i peli grigi del mento e tornò alle sue lampade. Bud fissava la polverosa foresta di armature del nuovo edificio quando si accorse di un uomo in bombetta che lo fissava dalla finestrella della garitta del guardiano. Strascicando il passo, confuso, riprese a camminare. «Se solo riuscissi ad andare dove accadono le cose…»

All’angolo successivo una folla si era radunata intorno a un’automobile bianca. Dalla parte posteriore uscivano nugoli di vapore. Un agente teneva un ragazzotto per le ascelle. Dalla macchina, un uomo col viso rosso e i favoriti bianchi simili a zanne di tricheco, parlava incollerito.

«Le dico che mi ha gettato contro un sasso… Questa storia deve finire. La polizia protegge i vagabondi e i criminali…»

Una donna con i capelli raccolti in una crocchia, mostrando i pugni all’uomo della macchina, gridava: «Sergente, mi ha fatto quasi cadere, mi ha fatto quasi cadere.»

Bud si rivolse a un ragazzo in grembiule da macellaio, con un berretto da baseball girato al contrario.

«Che cosa è successo?»

«Che ne so io? Una delle solite discussioni, credo. Non li legge i giornali? Secondo me non hanno tutti i torti a reagire, lei cosa dice? Che diritto hanno gli automobilisti di correre avanti e indietro per le strade investendo donne e bambini?»

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