Catarsi nella Poetica di Aristotele e nella tradizione indiana sull’esperienza estetica.

La tradizione indiana sull’esperienza estetica: dal Nāṭyaśāstra all’Abhinavabhāratī

(…) “L’aspetto di maggiore interesse dell’intera trattazione è, per il lettore contemporaneo, la teoria sulla quale si fonda la necessità del nāṭya stesso, ovvero la teoria che istituisce il collegamento tra l’espressione delle emozioni nella performance e l’esperienza dello spettatore, ponendo le basi su cui si svilupperà il pensiero estetico indiano.

  • 3 Cfr., ad esempio, Edwin Gerow, Rasa and Katharsis: A Comparative Study, Aided by Several Films, «Jo (…)

6Questo particolare approccio all’esperienza estetica, sintetizzato dal termine rasa, ha attratto l’attenzione anche degli studiosi occidentali, in particolare per le possibilità di parallelismo che può suggerire in relazione al concetto aristotelico di catarsi3 o, comunque, alle interpretazioni dell’emozione estetica come uno stato peculiare dell’esperienza umana, ben distinto da ciò che ha luogo nella vita quotidiana.

7Allo stesso tempo, il Nāṭyaśāstra ci fornisce un mito di fondazione che provvede ad inserire la disciplina di cui tratta in un orizzonte più ampio, offrendo a una forma d’intrattenimento una giustificazione ben più elevata della semplice occupazione del tempo libero. (…)

https://books.openedition.org/aaccademia/3891

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